NewsApprofondimentiRecensioniConsensusProssime usciteContatti
Approfondimenti Ottobre 21, 2026 · Remo Bonfante

Gears of War: E-Day e il peso delle origini: tanta azione, un racconto meno coraggioso

Il prequel riporta la serie al giorno dell'invasione Locust con un combat system solido e momenti di forte impatto, ma le letture critiche di VGC e Gamekult mettono in discussione quanto davvero riesca a rinnovare le origini di Marcus e Dom.

Un prequel non si giustifica da solo per il semplice fatto di tornare all’origine di un mito. Quando una serie come Gears of War decide di riportare lo sguardo all’Emergence Day, il primo compito non è soltanto mostrare un evento già centrale nell’immaginario della saga, ma spiegare perché raccontarlo ancora oggi. Gears of War: E-Day, pubblicato il 6 ottobre 2026 su Xbox Series X|S, Xbox su PC, Game Pass e Steam secondo Xbox Wire, riporta la cronologia a 14 anni prima del primo capitolo e colloca l’azione a Kalona durante il primo attacco dei Locust. La domanda resta inevitabile: la forza dell’evento e del gunplay basta davvero a offrire una nuova prospettiva sulle origini?

La promessa narrativa del ritorno a Marcus e Dom

La campagna punta in modo dichiarato su Marcus Fenix e Dominic Santiago, riprendendo due figure simboliche della serie nel momento in cui il loro legame dovrebbe acquisire un peso più intimo. In questo quadro, il lutto condiviso per Carlos e l’idea di seguire Marcus e Dom durante il trauma collettivo dell’E-Day rappresentano una promessa narrativa importante.

Secondo la recensione di Chris Scullion per VGC, però, questa promessa non viene sviluppata con continuità sufficiente per gran parte della campagna. VGC assegna al gioco un 4/5 e giudica positivamente l’impianto complessivo, ma osserva che la relazione tra Marcus e Dom resta relativamente poco approfondita fino a fasi molto avanzate, con un payoff emotivo concentrato tardi. Nella stessa recensione, VGC rileva anche che nuovi membri della squadra come Mags e Lucas ricevono una backstory più articolata di quanto accada ai due protagonisti nel grosso della narrazione. È un rilievo che non nega il potenziale del racconto: suggerisce piuttosto che E-Day scelga spesso di evocare il peso dei suoi personaggi più che di metterlo davvero a tema.

La piazza centrale di Kalona travolta dall'invasione dei Locust durante l'Emergence Day.
Immagine ufficiale: The Coalition / Xbox Game Studios

Qui emerge il nodo centrale dell’operazione. Tornare indietro non basta se il passato finisce per funzionare soprattutto come scenografia prestigiosa. L’Emergence Day possiede un’enorme forza simbolica, ma proprio per questo richiede uno sforzo ulteriore: non solo mostrare il primo impatto dell’orrore, bensì rileggerlo. Quando il gioco insiste sul crollo di Kalona e sul panico dell’invasione, l’intenzione di aggiungere spessore alle origini appare chiara; quando invece concentra la maggior parte delle energie sulla progressione d’azione, il racconto rischia di limitarsi a confermare ciò che i fan già sapevano.

Un combat system solido, ma non una vera reinvenzione

Sul piano del gameplay, anche VGC è molto più convinta. La recensione descrive gli scontri come estremamente soddisfacenti e apprezza il modo in cui i nuovi movimenti — salto, scivolata e interazioni con vault e coperture basse — rendono più dinamico il tradizionale sistema di coperture della serie. L’impressione positiva sul gunplay, sempre secondo VGC, è netta: E-Day sa ancora restituire quella combinazione di peso, aggressività e gestione dello spazio che ha reso riconoscibile Gears of War.

È un punto da riconoscere senza esitazioni, perché una parte dell’identità della saga passa ancora da lì. Il problema nasce quando il raffinamento viene percepito come rinnovamento sufficiente in sé. Sempre VGC nota che la campagna insiste molto sui combattimenti, fino a rischiare la ripetizione, e segnala il riuso di alcuni luoghi e strutture. In altre parole, il gioco sembra eccellere nella qualità tattile dello scontro, ma meno nella capacità di riorganizzarlo in situazioni davvero memorabili e diverse tra loro.

Questa distinzione è decisiva per giudicare il progetto in modo equo. Un conto è limare una grammatica d’azione consolidata e renderla più reattiva; un altro è proporre un nuovo modo di pensare quella grammatica. E-Day pare collocarsi soprattutto nel primo caso: conferma la tenuta del modello classico di Gears, ma non sempre dimostra di volerlo trascendere.

Guarda il trailer ufficiale di lancio su YouTube.

Trailer ufficiale di lancio di Gears of War: E-Day (Xbox / The Coalition).

Kalona, la semi-apertura e il rischio del riempitivo

L’idea di seguire la caduta progressiva di Kalona nell’arco di tre giorni e tre notti ha un valore atmosferico indubbio. La città non è soltanto un fondale: è il modo in cui il gioco tenta di materializzare il trauma dell’E-Day. Quando il collasso urbano si intreccia con l’orrore dell’invasione, E-Day sembra trovare la sua forma più convincente.

Le cose si complicano quando la struttura si apre. Le sezioni semi-aperte, le missioni secondarie e i sistemi di raccolta non hanno convinto tutti. VGC esprime perplessità soprattutto sul ritmo e sulla tendenza della campagna a ripetersi. Gamekult, invece, è molto più severa: nella recensione firmata da Kyujilo, valutata 5/10, si criticano il riempitivo, aree e percorsi ripetuti, la presenza abbondante di loot e missioni secondarie ritenute ripetitive. Secondo Gamekult, questi elementi riducono la tensione di sopravvivenza che dovrebbe sostenere un racconto come questo.

È importante non generalizzare questa posizione a tutti i recensori: Gamekult rappresenta la lettura più dura tra quelle qui considerate, non un consenso automatico. La stessa recensione, peraltro, riconosce la solidità del sistema di copertura e alcuni momenti molto efficaci. Anche in un giudizio severo riaffiora quindi l’idea che il cuore di Gears continui a funzionare quando il gioco si concentra sulla pressione del combattimento e sull’impatto dell’invasione.

Dominic Santiago al telefono in una scena di Gears of War: E-Day.
Immagine ufficiale: The Coalition / Xbox Game Studios

Da questo punto di vista, la semi-apertura mette in luce un problema classico: l’estensione dei percorsi e delle attività viene trattata come un valore quasi automatico, anche quando il materiale narrativo chiederebbe densità e urgenza. Se l’obiettivo è raccontare l’inizio di una catastrofe, ogni deviazione dovrebbe intensificare il senso di precarietà, non semplicemente occupare tempo di gioco.

Un ritorno solido, non ancora una nuova direzione

Alla luce delle fonti disponibili, Gears of War: E-Day funziona meglio quando sfrutta senza esitazioni i suoi punti più concreti: il collasso di Kalona, l’orrore dell’invasione Locust e la qualità del combattimento. È meno persuasivo quando allarga o ripete l’azione senza approfondire con la stessa decisione il legame tra Marcus e Dom, che pure rappresentava una delle promesse più forti dell’operazione.

Il ritorno alle origini offre dunque una base solida, ma non dimostra da solo una nuova direzione per la saga. Se E-Day conferma che il linguaggio storico di Gears possiede ancora forza, lascia anche aperta una questione più ampia: come far avanzare davvero la serie senza affidarsi soltanto alla nostalgia? È probabilmente questa la sfida che attende il futuro di Gears of War.

Fonti e approfondimenti

Perché conta

Il prequel misura la capacità di Gears of War di tornare ai propri fondamenti senza vivere soltanto di riconoscibilità. Le fonti mostrano un equilibrio riuscito sul piano del combattimento, ma più incerto quando la serie prova ad allargare struttura e racconto invece di approfondire fino in fondo il trauma dell’Emergence Day.

Condividi

Fonti

Fonte Xbox Wire - Gears of War: E-Day global launch, tips and guide
Apri fonte →
Fonte Trailer ufficiale di lancio di Gears of War: E-Day
Apri fonte →